1 - 4 MAGGIO 2017

FESTA DI SANT'EFISIO

 - Cagliari -

La Festa di Sant'Efisio di Cagliari Dal 1657

Tra leggenda e verità, storia e tradizione, il sito "www.festadisantefisio.com" raccoglie tutte le informazioni, le notizie e le curiosità relative alla Festa e al Santo che liberando la città di Cagliari dalla peste seicentesca ha conquistato la devozione dell'intero popolo sardo, che ogni anno, ininterrottamente dal 1657, gli rende omaggio con celebrazioni in equilibrio tra religione e folklore dal Primo al quattro maggio. Dalla chiesa di Sant'Efisio, fra le più importanti dell'isola dal punto di vista religioso, proprio perché legata al culto del santo più venerato dai cagliaritani, e luogo di partenza della Processione che rappresenta il cuore dell'evento, oltre a una delle più imponenti e spettacolari di tutta la Sardegna, sarete condotti lungo l'intero percorso del cammino di Sant'Efisio: ottanta chilometri che segnano la via da Cagliari a Nora, costellati di storia, folclore, tradizione e devozione.

aspettando la grande Festa: i buoi di Sant'Efisio sono pronti

Ci siamo quasi per la 361 edizione della Processione di Sant'Efisio, dal Primo al 4 maggio 2017 da Cagliari a Nora (Pula, Costa Sud Sardegna) e ritorno. E i buoi destinati a trasportare il cocchio con la statua del Santo sono in gran forma! Anche quelli delle etnotraccas...

 

La devozione verso sant'Efisio esploderà in tutta la sua forza, a Cagliari ma anche lungo il percorso, dove fervono i preparativi, si affinano le "procedure", si prova e si riprova. Chi invece non dà segno di eccitazione sono i buoi, i tanti buoi che partecipano alla processione dello Scioglimento del Voto. Intanto i buoi di sant'Efisio: enormi animali che aprono la processione, trainando, leggero e pesante all'insieme, il bellissimo cocchio che contiene il simulacro del Santo. Il loro incedere è tradizionalmente solenne, sembra quasi che comprendano benissimo che il loro è un compito complesso, invidiabile. E sembra ancora che si pavoneggino per gli ornamenti con il quale gli vengono ricoperte le corna, con la gorgiera ricamata. E i tanti fiori.

 

Ma a ben vedere quello è il loro incedere, perché se qualcuno ha la fortuna di vederli in "allenamento", nota lo stesso incedere di "qualità". Non v'è una sola pariglia a disposizione: la processione per lo Scioglimento del voto è lunga, lunghissima, e quindi sono diversi i gioghi di buoi, che appartengono alle famiglie di "carradoris" che li curano come uno di casa.

 

Ma se loro sono i primattori, quelli che catalizzano l'attenzione, altri buoi partecipano alla festa per Sant'Efisio: sono quelli che tirano le traccas, i carri che esprimono in qualche metro quadrato, esempi di vita contadina di un tempo che fu.


La storia di sant'Efisio martire

 

«Ti prego, Signore, di proteggere la città di Cagliari dall'invasione dei nemici. Fa che il suo popolo abbandoni il culto degli Dei, respinga gli inganni del Demonio e riconosca Te, Gesù Cristo Nostro Signore, quale unico vero Dio. Fa che i malati che pregheranno sul luogo della mia sepoltura possano recuperare la salute, e chiunque si trovi in pericolo nel mare o minacciato dagli invasori, tormentato dalla fame o dalla peste, dopo aver invocato me, Tuo servo, possa essere condotto in salvo». Sono queste poche parole, attribuite a sant'Efisio, e secondo la tradizione pronunciate poco prima della sua morte, a spiegare chiaramente il ruolo particolare assegnato al Santo, quale protettore del popolo cagliaritano, che lo celebra ininterrottamente ogni 1° Maggio, dal 1657.


Fu in occasione della devastante pestilenza che a partire dal 1655 sconvolse la città di Cagliari, che la cerimonia in onore del Santo assunse i fasti che ancora oggi la caratterizzano, rendendola una delle celebrazioni più famose e partecipate dell'intera Sardegna. Dopo la scomparsa della peste, infatti, i consiglieri cagliaritani legarono la città al voto perpetuo di celebrare annualmente sant'Efisio per ringraziarlo della salute ritrovata, scegliendo il mese di Maggio quale simbolo di rigenerazione della natura.

Nato a Elìa Capitolina, una colonia romana nel seno di Gerusalemme nel 250 d.C., da madre pagana e padre cristiano, Efisio fu un ufficiale dell'esercito romano inviato in Italia per difendere gli interessi dell'Impero Romano e combattere il cristianesimo. Una leggenda devozionale narra che mentre era in marcia verso Napoli (o Brindisi) alla testa del suo reparto, il giovane ufficiale venne disarcionato da un bagliore improvviso e sul palmo della mano destra gli si impresse una croce: a seguito di questo episodio Efisio si convertì al cristianesimo. Accusato di infedeltà, venne imprigionato a Cagliari e nonostante l'intervento dell'aristocratica madre e dello stesso imperatore Diocleziano, che tentò invano prima con promesse, poi con torture, di farlo abiurare, venne decapitato il 15 gennaio 303 d.C. sulla spiaggia di Nora, dove era di stanza.

 

Nella foto: la spiaggia e la chiesa di Sant'Efisio di Nora (Pula, Cagliari, Costa Sud-Ovest della Sardegna).

 

Processione di Sant'Efisio

Era il 1° Maggio del 1657 quando si svolse la prima processione religiosa dedicata a Sant'Efisio: da allora, ininterrottamente ogni anno, dal 1° al 4 Maggio, l'intera città celebra il santo che salvò Cagliari dalla peste di metà Seicento.

Tra le processioni a piedi più lunghe di tutta Europa - circa 80 chilometri - prevede il pellegrinaggio, che partendo dal capoluogo sardo arriva fino al luogo del martirio del Santo, la spiaggia di Nora, nel comune di Pula, oltre ai riti di scioglimento del Voto voluto dalla Municipalità di Cagliari a partire dal 1657. Ogni anno sfilano in processione tutti i colori dell'isola, con i costumi dei gruppi folcloristici provenienti dai vari paesi partecipanti, insieme alle traccas, i tradizionali carri trainati da buoi, all'interno dei quali sono esposti i prodotti della terra e quelli dell'artigianato sardo, oltre ai dolci tipici dell'isola.

La custodia, la tradizione e l'intera organizzazione dei riti dedicati a Sant'Efisio è a cura esclusiva dell'Arciconfraternita del Gonfalone, un'associazione popolare fra le più antiche di Cagliari. La mattina del 1° Maggio, Su Carradori, preposto alla guida dei buoi che trainano il cocchio, addobba gli animali con fiori e campanelli, quindi il Terzo Guardiano a cavallo, accompagnato dalla Guardianìa, si reca al Palazzo Civico, dove li attende l'Alter Nos, il rappresentante del sindaco della città: insieme raggiungono la chiesa di Sant'Efisio, dove viene celebrata la "Messa dell'Alter Nos". Dopo numerosi e complessi rituali civili e religiosi, la statua del Santo, posizionata sul cocchio di gala, lascia la chiesa per dirigersi verso il Municipio, scortata dall'Arciconfraternita e preceduta e seguita dai fedeli, provenienti da tutta la Sardegna, vestiti con i costumi tradizionali.

Il corteo della processione di Sant'Efisio è aperto dai Cavalieri del Campidano, in sella a cavalli addobbati con coccarde e rosette, quindi è la volta dei cavalieri Miliziani, nel tradizionale abbigliamento composto da barrita rossa, corpetto rosso con bottoni dorati e asole bordate di nero, gonnellino, calzoni e gambali, che armati di archibugio scortano il cocchio nel viaggio fino a Nora.

 

 

Foto: cocchio di gala contenente la statua di Sant'Efisio durante il corteo.