Caprino Veronese - Veneto

il santuario sospeso nel vuoto

Il santuario mariano "della Corona" è il più notevole della diocesi di Verona e costituisce meta spirituale per la comunità veronese, e per fedeli provenienti da varie zone d'Italia, nonché dall’Austria e dalla Germania. Situato sul fianco orientale del Baldo, il santuario sta su una specie di poggiolo che interrompe una parete rocciosa di oltre 500 metri. L'aspetto del luogo è un invito alla contemplazione e alla preghiera.


Pur essendo a 774 metri s.l.m., il santuario è abbastanza riparato dalle intemperie. In antico, il luogo era raggiungibile solo a piedi, salendo dal fondovalle e attraversando un profondo dirupo su cui fu teso un rudimentale ponte di legno, poi sostituito da manufatto, che scendeva pure dall'alto, e che doveva ad un certo punto immettersi nella stessa via del ponticello sopra il burrone. Nel secolo XVI e in quelli che seguirono fu attivato un sistema d’argano e carrucole per calare dall’alto materiali e persone.


Il santuario trae origine dalla devozione popolare. Fu prima di tutto un eremitaggio con una piccola comunità di religiosi, in qualche modo legata al monastero benedettino di San Zeno in Verona-Città. Lo testimoniano documenti medievali, a partire dal 1193. Dal 1437 la chiesetta e le sedi degli eremiti risultano legati alla Commenda dei Cavalieri Gerosolimitani (detti poi di Rodi e in seguito di Malta). In tale rapporto rimasero fino al 1810, anno in cui avvenne la soppressione napoleonica dell'Ordine Militare di Malta.


La devozione mariana diede il titolo al luogo fin dai primordi dell’eremitaggio. La Madonna vi si venerava in un primo tempo sotto il titolo di "Madre di Dio", ed era rappresentata in un affresco del secolo XIV-XV seduta in trono, col Bambino Gesù sulle ginocchia. Tale affresco è tuttora custodito presso il Santuario. Dal secolo XVI, la devozione si è polarizzata e precisata intorno al titolo dell'Addolorata, per la presenza di un gruppo marmoreo della "Pietà" fatto scolpire da Lodovico di Castelbarco nel 1432. Non si sa quando la sacra immagine della "Pietà" è portata alla chiesetta degli eremiti. Un racconto diffuso nel secolo XVII afferma che la statua fu inizialmente portata a Rodi dai Cavalieri: nel 1522, quando Rodi fu conquistata dai Turchi, la statua fu recuperata e miracolosamente portata alla Corona.


Nel 1625 i Cavalieri di Malta diedero inizio alla ricostruzione della chiesa ad un livello di 5 metri più alto della primitiva cappella. La fabbrica, ultimata verso il 1680, ebbe poi restauri e completamenti nel secolo XVIII, dopo le guerre napoleoniche e dopo il 1833. Nel 1899 fu rifatta la facciata. Nel 1949 si avviò un primo ampliamento, infine – tra il 1975 e il 1978 – si procedette ad un generale rifacimento delle strutture. La nuova chiesa fu consacrata nel 1978 ed ha avuto il titolo di "Basilica Minore" nel 1982.